È Audition di Pip Adam il vincitore dell’Ursula K. Le Guin Prize for Fiction 2026. Il riconoscimento, accompagnato da un premio di 25.000 dollari, è stato annunciato il 21 ottobre, giorno in cui ricorre l’anniversario della nascita della grande scrittrice americana, scomparsa nel 2018.
Istituito nel 2022 dalla Ursula K. Le Guin Foundation, il premio viene assegnato ogni anno a un’opera di narrativa fantastica che rispecchi gli ideali letterari, morali ed estetici dell’autrice di La mano sinistra delle tenebre e I reietti dell’altro pianeta. L’obiettivo è valorizzare quegli scrittori che Le Guin, nel celebre discorso pronunciato ai National Book Awards del 2014, definì «realisti di una realtà più vasta»: autori capaci di immaginare alternative al mondo in cui viviamo e di individuare autentiche ragioni per sperare.
Il romanzo vincitore racconta la vicenda di tre personaggi che una società disumanizzante ha relegato ai margini, privandoli di valore e identità. Attraverso una struttura narrativa sperimentale, Pip Adam affronta questioni come il sistema carcerario, la memoria, l’emarginazione e il perdono, trasformando la metafora fantastica in uno strumento per interrogare il funzionamento della società contemporanea.
La giuria, composta dagli scrittori e scrittrici Nicola Griffith, Mat Johnson, Darcie Little Badger, Fonda Lee e Peter Rock, ha sottolineato proprio questa capacità di utilizzare gli strumenti della narrativa speculativa per modificare la percezione della realtà. Secondo i giurati, Audition dimostra come la fantascienza e il fantastico possano rendere concrete le metafore e illuminare aspetti della società che altrimenti rimarrebbero invisibili. Una storia che, pur partendo dalla disumanizzazione e dalla sofferenza, arriva a esplorare la possibilità di ritrovare sé stessi, gli altri e la speranza.
Nel suo discorso di accettazione, Pip Adam ha ricordato l’importanza di Ursula K. Le Guin nella propria formazione non soltanto letteraria, ma anche umana e politica. La scrittrice ha spiegato di considerarla un modello di ciò che significa essere un autore: non soltanto inventare storie, ma anche trovare il coraggio di prendere posizione quando sarebbe più facile tacere.
Audition è stato scelto tra nove finalisti, una selezione che comprendeva, tra gli altri, Slow Gods di Claire North, Midnight Timetable di Bora Chung, Sunward di William Alexander e One Message Remains di Premee Mohamed.
Nelle precedenti edizioni il premio era stato assegnato a Khadija Abdalla Bajaber per The House of Rust (2022), Rebecca Campbell per Arboreality (2023), Anne de Marcken per It Lasts Forever and Then It’s Over (2024) e Vajra Chandrasekera per Rakesfall (2025).
A differenza di molti altri riconoscimenti letterari, l’Ursula K. Le Guin Prize non si limita a premiare la qualità della scrittura o l’originalità dell’invenzione fantastica. Tra i suoi criteri figurano esplicitamente l’attenzione alla giustizia sociale, alla libertà, alla nonviolenza e al rapporto tra esseri umani e ambiente. Una concezione della letteratura che rispecchia profondamente quella di Le Guin, per la quale la fantascienza non era tanto uno strumento per prevedere il futuro quanto un modo per mettere in discussione il presente.
Ed è proprio in questa prospettiva che si colloca la scelta di Audition: un romanzo che utilizza l’immaginazione per raccontare ciò che la società preferisce non vedere, senza rinunciare alla possibilità di un cambiamento.











