Dalle prime visioni ucroniche dei romanzi ambientati in un Egitto biotecnologico (La pesatura dell'anima e La giustizia di Iside) Clelia Farris ha sempre avuto a cuore l'ambiente, lo sviluppo sociale e l'innovazione nativa. Con I Vegumani ha abbracciato il solarpunk e con l'ideale proseguimento di Nella terra cruda, prosegue la sua analisi dei temi più pressanti dei prossimi anni: il diritto alla casa, l'opposizione alla speculazione del territorio, la scelta di soluzioni originali, come la Restanza.
Uscito alla fine di settembre, il libro sarà presentato a Stranimondi dall'editore Francesco Verso, sabato alle 15:30.
La quarta di copertina
“Dovevano riconoscerlo: la casa aveva ridimensionato la paura. Il futuro non arrivava su di loro rotolando implacabile col suono di uno schiacciasassi; potevano modellarlo, potevano dargli un aspetto differente, renderlo umano, da forza primordiale a energia incanalata.”
Sotto il Sole implacabile di un’isola che potrebbe essere la Sardegna del futuro, la sopravvivenza è un’arte collettiva. Tra rovine urbane, la minaccia speculativa dell’edilizia artificiale e un richiamo profondo al radicamento, Stilio e la sua comunità rifiutano la fuga verso Nord per riscoprire la rivoluzione più antica: impastare la terra cruda, costruire con i làdiri e dare vita a La Restanza. Ideale proseguimento de I Vegumani, Clelia Farris torna a firmare un romanzo solarpunk potente e mediterraneo, un’elegia biopolitica sulla memoria dei materiali, sulla resistenza dal basso e sulla bellezza irriducibile di mettere radici.
L'autrice
Nata a Cagliari nel 1967, Clelia Farris ha pubblicato con Delos Digital i romanzi Rupes Recta, Nessun uomo è mio fratello, La madonna delle rocce e Necrospirante. Su Future Fiction sono usciti La pesatura dell’anima, La giustizia di Iside, l’antologia di racconti La consistenza delle idee e il romanzo I vegumani.
Clelia Farris, La terra cruda, Future Fiction, 188 pagine, euro 16, ebook 5,50.











